Qualità delle acque superficiali

Tutti i principali corsi d’acqua e laghi regionali vengono costantemente monitorati per la valutazione dello stato ecologico e chimico e per l’individuazione delle criticità che potrebbero pregiudicare il raggiungimento dell’obiettivo ambientale fissato dalla Direttiva Quadro sulle Acque (stato buono).

 

I risultati delle classificazioni relative al 2008-2015 hanno consentito di ricostruire un quadro conoscitivo approfondito del reticolo idrografico regionale e degli impatti generati dalle principali pressioni antropiche puntuali e pressioni antropiche diffuse, e di ottimizzare reti e programmi di monitoraggio per il nuovo ciclo (2015-2020)

 

Il primo triennio del nuovo ciclo, conclusosi nel 2017, ha permesso di aggiornare le valutazioni relative alla qualità ambientale per molti dei corpi idrici superficiali umbri anche se la classificazione completa dell’intero reticolo sarà disponibile solo al termine del sessennio di campionamenti (2020).

 


 



Fiumi


Fiumi

I 144 corpi idrici fluviali individuati nel territorio regionale vengono monitorati attraverso una rete di 69 stazioni nelle quali viene effettuata una complessa serie di attività comprendenti la rilevazione di elementi di qualità biologica (macroinvertebrati, diatomee, macrofite e fauna ittica), chimica e chimico-fisica. La valutazione dello stato ecologico e chimico elaborata per i corpi idrici monitorati viene poi estesa all’intero reticolo sulla base di criteri di omogeneità (gruppi di monitoraggio).

 

Stato ecologico

Dal punto di vista ecologico, circa la metà dei corpi idrici fluviali ha raggiunto, al termine del 2015, l’obiettivo di qualità, mentre il 10% dei tratti, localizzati prevalentemente nelle aree vallive ad elevata pressione antropica, mostra forti alterazioni (stato scarso o cattivo) sia a carico delle comunità biologiche che dei parametri chimico-fisici di base.

Gli altri corpi idrici sono caratterizzati da moderati scostamenti dalle condizioni di riferimento (stato sufficiente) che ne pregiudicano ancora lo stato complessivo.

 



Con tratteggio i giudizi elaborati per i corpi idrici non direttamente monitorati.
Nota: in grigio i corpi idrici non classificati (2%)

Tra gli elementi monitorati, le comunità biologiche sembrano in grado di diagnosticare meglio le alterazioni degli ecosistemi fluviali, risultando spesso determinanti nel giudizio ecologico finale.

Per quanto riguarda i parametri chimico-fisici, gli elevati tenori di nutrienti (azoto e fosforo), indicatori di stato trofico per gli ambienti acquatici, rappresentano una criticità comune a molti dei corsi d’acqua campionati.

 

In generale, i corsi d’acqua localizzati nell’area sud-orientale della regione (bacini montani dei fiumi Nera, Chiascio e Topino), che beneficiano dell’alimentazione delle sorgenti carbonatiche della dorsale appenninica, presentano caratteristiche ecologiche complessivamente migliori delle altre aree. Anche i corsi d’acqua minori dell’Alto Tevere, nel periodo 2013-2015, mostrano una buona qualità degli ecosistemi acquatici mentre si evidenziano, come già in passato, forti criticità nelle aree vallive dei sottobacini Nestore e Topino dove è localizzato il maggior numero di corpi idrici classificati in stato scarso o cattivo.


 
Il quadro aggiornato con i dati raccolti nel triennio 2015-2017, benché parziale, conferma sostanzialmente quanto rilevato nel periodo precedente, evidenziando una qualità ecologica compatibile con gli obiettivi in oltre un quarto dei tratti monitorati (prevalentemente localizzati nell’area orientale della regione) e una forte compromissione degli ecosistemi acquatici nelle aree ad elevata pressione antropica (Valle del Nestore e Valle Umbra).

 

Stato chimico

Per quanto riguarda lo stato delle sostanze prioritarie e pericolose, la quasi totalità dei corpi idrici regionali presenta, nel periodo 2013-2015, valori dei microinquinanti di sintesi compatibili con il buono stato chimico, ad eccezione di alcuni tratti, localizzati alla chiusura del bacino umbro del Tevere (basso corso dei fiumi Tevere, Paglia e Nera), dove sono state riscontrate concentrazioni di mercurio superiori agli standard fissati dalla norma.

 

Con tratteggio i giudizi elaborati per i corpi idrici non direttamente monitorati
Nota: in grigio i corpi idrici non classificati (2%) 
 

Il quadro rilevato dal monitoraggio recente (2015-2017) conferma le valutazioni del primo ciclo per il tratto di fiume Tevere compreso tra la confluenza con il Paglia e quella con il Nera mentre evidenzia il mancato raggiungimento dell’obiettivo per il torrente Genna in relazione alle concentrazioni di triclorometano.
Benché gli ultimi dati non abbiano più registrato la presenza di mercurio nella matrice acquosa, il fiume Paglia è comunque oggetto di uno specifico monitoraggio interregionale di indagine, avviato nel 2016, per la verifica dello stato di contaminazione da tale sostanza mediante valutazioni ambientali e sanitarie.

 

 Valutazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici fluviali 2008-2012 

 Valutazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici fluviali 2013-2015 

 Dati chimico fisici fiumi 2008-2017 

 



Laghi


Laghi

Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago Scheda di sintesi della qualità del lago

Nel territorio regionale sono individuati 9 corpi idrici lacustri:

Ciascun corpo idrico è coincidente con un intero lago, tranne il Lago di Piediluco, che, per le sue caratteristiche fisiche e idromorfologiche, è stato suddiviso in due corpi idrici distinti: Piediluco 1, corrispondente alla porzione occidentale del lago, più profonda e fortemente influenzata dalla regolazione idroelettrica, e Piediluco 2, comprendente la porzione a lento ricambio del settore orientale e dei bracci meridionali, caratterizzata da minore profondità.

 

 

Tutti i corpi idrici individuati, ad eccezione del lago Trasimeno e della Palude di Colfiorito, presentano alterazioni idromorfologiche tali da essere designati come “fortemente modificati” (HMWB).

Stato ecologico




 
Per quanto riguarda lo STATO ECOLOGICO, tutti i corpi idrici monitorati presentano, al termine del primo ciclo (2015), moderate alterazioni della qualità (stato sufficiente), che determinano il mancato raggiungimento dell’obiettivo di stato buono fissato dalla Direttiva Quadro Acque (Dir 2000/60/CE). I dati raccolti nell’ultimo triennio, benché parziali, sono perfettamente in linea con le valutazioni precedenti.

 
 
 

FITOPLANCTON
Dal punto di vista biologico, la maggior parte dei laghi monitorati non presenta particolari criticità a carico della comunità fitoplanctonica, che mostra un giudizio buono in tutti i corpi idrici dell’area ternana (Lago Piediluco 1 e 2, invasi dell’Aia e di San Liberato) e nell’invaso di Arezzo.

La palude di Colfiorito, il lago Trasimeno e l’invaso di Corbara, che non raggiungono l’obiettivo di qualità per questo indicatore, presentano comunque valori dell’indice non lontani dalla soglia di passaggio sufficiente/buono.

CHIMICO-FISICI DI BASE
parametri chimico-fisici di base (fosforo totale, trasparenza, condizioni di ossigenazione) assegnano a tutti i corpi idrici monitorati stato sufficiente, prevalentemente determinato dalle concentrazioni di fosforo totale e dalla trasparenza. Il sistema di valutazione di questi elementi di qualità, tuttavia, non sembra in grado né di rappresentare al meglio la qualità chimico-fisica di laghi poco profondi e polimittici, tipici dell’area mediterranea, né di discriminare condizioni di trofia fortemente critiche, come quelle rilevate nell’invaso di Corbara.

SOSTANZE NON PRIORITARIE
Per quanto riguarda il giudizio degli elementi chimici a sostegno (sostanze non prioritarie), tutti i corpi idrici monitorati risultano compatibili con l’obiettivo di qualità. Presenze in tracce sono state registrate solo per alcuni metalli (arsenico e cromo) e prodotti fitosanitari (metolaclor, terbutilazina) nei principali invasi.

 

 



 

Stato chimico

 

Al termine del primo ciclo sono state rilevate positività significative per alcuni metalli e, in particolare, per il mercurio, che ha presentato concentrazioni superiori al valore limite in tre dei corpi idrici monitorati (Invaso dell’Aia, Invaso di S. Liberato e Lago Trasimeno), determinandone il mancato conseguimento dello stato chimico buono. Il quadro rilevato dal monitoraggio recente (2015-2017) non conferma la criticità legata alla presenza di mercurio, ma evidenzia concentrazioni di piombo superiori agli standard di qualità nel lago di Piediluco. 



 Rete di monitoraggio corpi idrici lacustri 2008-2020 

 Stato ecologico corpi idrici lacustri 2008-2017 

 Stato chimico corpi idrici lacustri 2008-2017 

 Valutazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici lacustri 2015-2017 

 Valutazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici lacustri 2013-2015 

 Valutazione dello stato ecologico e chimico dei corpi idrici lacustri 2008-2012

 Dati chimico fisici laghi 2008-2017 

 Dati clorofilla laghi-2008-2017